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ACIDOSI METABOLICA

 L'acidosi metabolica è un accumulo di acidi nell'organismo, non adeguatamente compensato da altrettante sostanze basiche, che determina una variazione del pH del nostro organismo.
Il termine “pH” è diventato ormai un termine di uso comune nella vita quotidiana e in chimica sta ad indicare la concentrazione degli ioni idrogeno (H+) nel nostro organismo; è indicato semplicemente da un numero: da 0 a 7 è acido, 7 è neutro e da 7 a 14 è basico o alcalino. In pratica quanto maggiore è la concentrazione di ioni idrogeno (H+) tanto più basso, e dunque acido, è il pH e viceversa.
Nell’essere umano il valore fisiologico di pH del sangue è intorno a 7,4, con oscillazioni comprese tra 7,36 e 7,46; al di sotto di 7,10 subentrerebbero il coma e poi la morte.
Il corpo si mantiene in salute fino a quando l’intero sistema di regolazione del pH del nostro organismo possiede minerali alcalinizzanti, vitamine, antiossidanti per tamponare lo scompenso ed eliminare gli acidi prodotti dal normale metabolismo cellulare.
Il principale tampone è rappresentato dai bicarbonati, minerali presenti in tutti i liquidi organici e in grado di attivarsi in tempi brevissimi.
Quando, però, occorre un intervento di regolazione più massiccio e tempestivo entrano in gioco due sistemi: il polmone, rapido (agisce nell’arco di un paio d’ore), che consente di smaltire il 70% degli ioni idrogeno eliminandoli sotto forma di anidride carbonica, e il rene, efficace al 100%, ma molto più lento. Entrambi collaborano per evitare che il nostro organismo raggiunga uno stato di acidosi che può rivelarsi pericoloso e patologico.
L'acidosi metabolica si manifesta nel momento in cui i meccanismi di compenso, polmonare e renale, perdono la loro efficacia e non riescono a far fronte all'eccessivo diminuzione di pH dell'organismo.
Ci sono due tipi di acidosi metabolica:
? Manifesta, più grave: L’acidosi metabolica grave si manifesta quando, superati i meccanismi di compenso (polmonare e renale), si verifica una forte riduzione del pH ematico, condizione clinica usualmente associata a malattie autoimmuni, degenerative e neoplastiche.
? Latente, più lieve e subdola: L’acidosi metabolica latente o cronica si associa a una modesta riduzione del pH, ma con una capacità dei sistemi tampone compromessa; essa può ledere diversi organi e apparati del nostro corpo:
• Sistema nervoso centrale: determinando cefalea,
• Cuore: determinando Aritmia e Tachicardia
• Polmoni: causando dispnea, tosse, asma e infezioni recidivanti
• Intestino. Causa alvo alterno, nausea e vomito
• Tessuto Muscolare: causando crampi e mialgie
• Tessuto osseo: Causando Fragilità ossea, osteoporosi.

I danni causati dall'acidosi metabolica partono dalla cellula e si estendono al suo esterno, coinvolgendo l'intero organismo, interessando diverse strutture, tipo i capillari, le fibre nervose, la matrice intercellulare e il sistema immunitario, determinando una reazione infiammatoria
Quando i bicarbonati, necessari a contrastare l'insorgenza dell'acidosi metabolica, si esauriscono, il rene risponde a questo stato di emergenza, prelevando il bicarbonato dal tessuto muscolare, determinando così l'insorgenza dei crampi.
Anche i bicarbonati presenti nel tessuto muscolare, se lo stato di acidosi è persistente, vanno incontro ad esaurimento. In questo caso il rene, per evitare che possano insorgere danni al cuore, utilizza come fonte di bicarbonati il tessuto osseo che va così incontro a demineralizzazione e quindi indebolimento (osteoporosi): una riduzione del pH di solo 0,1 è sufficiente a far raddoppiare la velocità del riassorbimento osseo, per contrastare il quale latte e formaggio, da soli, non servono in quanto non contengono vitamina D, indispensabile a fissare il calcio. Nell’uomo la presenza di osteoporosi è sempre da considerare un segno di malattie importanti o la conseguenza di particolari terapie che comportano decalcificazione ossea.

CAUSE DELL'ACIDOSI METABOLICA

La principale causa di acidosi metabolica è sicuramente l’alimentazione scorretta basata su un consumo eccessivo di alimenti acidi e da un basso introito di alimenti alcalinizzanti quali frutta e verdura. Da non sottovalutare è anche il corretto apporto idrico, necessario a facilitare l'eliminazione delle sostanze acide prodotte dal nostro organismo.
È opportuno ricordare, però, che l'insorgenza dell'acidosi metabolica, è riconducibile anche ad un persistente stato di stress fisico e mentale, al poco sonno, all'attività fisica eccessiva che determina produzione di acido lattico e alla vita sedentaria.
Quando si parla di alimentazione è fondamentale ricordare che le proteine sono la principale causa dell'insorgenza dell'Acidosi Metabolica.
Come è noto, le proteine sono sia di origine animale che di origine vegetale. Essenzialmente si differenziano per qualità e quantità.
È necessario premettere che le proteine sono molecole costituite da catene di amminoacidi legati uno all'altro da un particolare legame.
Gli amminoacidi si dividono in due grandi classi, gli amminoacidi non essenziali e gli amminoacidi essenziali.
Gli amminoacidi essenziali sono così definiti perchè l'uomo non è in grado di sintetizzarli autonomamente partendo da altri amminoacidi; per questo motivo è necessario che questi vengano introdotti con gli alimenti
La differenza principale tra proteine vegetali e animali sta proprio nella composizione amminoacidica; le proteine di origine vegetale sono incomplete, vale a dire che non contengono tutti gli amminoacidi essenziali. Ad esempio quando parliamo di legumi, sappiamo bene che sono ricchi di proteine, ma il pool amminoacidico non è completo, e per questo li associamo ai cereali in modo tale da compensare la mancanza di amminoacidi dei vegetali.
Le proteine di origine animale, invece, presentano tutti gli amminoacidi e quindi le proteine vengono definite complete e ad alto valore biologico.
Nelle proteine animali, però, vi è un maggior contenuto di azoto e zolfo per cui il PRAL di queste molecole tende ad aumentare il carico acido delle urine.
Cos'è il PRAL? PRAL significa letteralmente Potential Renal Acid Load, ovvero potenziale di carico acido renale.
Il PRAL è un metodo scientificamente valido per stabilire il bilancio chimico delle molecole acidificanti e alcalinizzanti di un alimento, determinando il carico di acidi che può arrivare al rene a seguito dell'ingestione di un determinato alimento. Le proteine animali sono più ricche di precursori di acidi perché il PRAL viene calcolato per l’alimento in relazione alla presenza di minerali alcalinizzanti (calcio, potassio, magnesio) e in base alla presenza di minerali quali azoto, fosforo, zolfo.
La fine metabolica delle proteine è la formazione di acidi che possono essere di tipo “forte” o di tipo “debole”. Gli acidi deboli sono prodotti dalle proteine presenti nei prodotti di origine vegetale , gli acidi forti, invece, derivano dalle proteine presenti nei prodotti di origine animale.
Come già detto gli organi adibiti allo smaltimento di questi acidi prodotti dal metabolismo proteico sono i polmoni, per quanto riguarda gli acidi deboli, che sono volatili e i reni, per quanto riguarda gi acidi forti che sono fissi.
Gli acidi volatili sono detti così perché la molecola terminale in cui essi si trasformano è l’anidride carbonica che è eliminata attraverso l’espirazione. Per cui se noi introduciamo prodotti di origine vegetale ricchi di proteine che sono acidogene ma di acidi deboli che hanno come metabolita terminale l’anidride carbonica, noi eliminiamo il prodotto di quel metabolismo tramite le vie respiratorie.
Se invece noi esaminiamo i prodotti terminali degli acidi forti o acidi fissi, sono molecole che non vengono trasformate in anidride carbonica ma danno molecole acide che devono essere eliminate attraverso le vie urinarie tamponando con bicarbonati; quindi la valutazione dell'acidità delle urine ci fa capire quanto la nostra alimentazione sia spinta verso la produzione di acidi fissi.

MECCANISMI COMPENSATORI

Esistono diversi meccanismi che servono a compensare l'Acidosi Metabolica e la variazione del pH ematico.
Il sistema tampone Bicarbonato (HCO3-) è il sistema tampone extracellulare più potente dell’organismo, perché è un sistema aperto, cioè un sistema nel quale i componenti possono essere regolati: CO2 dalla respirazione e HCO3- dal rene.
E’ formato dalla coppia tampone HCO3-/H2CO3 (Ione Bicarbonato/Acido Carbonico). Quando vi è un sovraccarico acido a livello dei liquidi corporei, si ha la reazione dello Ione Bicarbonato con l'acido con formazione di Acido Carbonico. L'acido Carbonico spontaneamente va incontro a scissione in Acqua e Anidride carbonica.
Al sistema tampone del Bicarbonato, si affiancano due meccanismi di regolazione del pH ematico fondamentali:

• Polmoni: scambiano continuamente ossigeno e anidride carbonica ottenuta per azione del sistema tampone bicarbonato ed eliminano soprattutto gli acidi volatili, detti anche acidi deboli poiché si dissociano facilmente, dando origine ad acqua e anidride carbonica, che poi viene eliminata ad ogni atto respiratorio.
Si tratta di un sistema molto efficiente, in grado di modificare nel giro di pochi minuti un pH alterato, sempre però entro intervalli non molto ampi perché è limitato da alcuni fattori come i chemiorecettori che innalzano e abbassano la frequenza respiratoria a seconda della percentuale rilevata di anidride carbonica.
Tanto più questa si avvicina alla normalità, tanto meno viene stimolata la ventilazione: se ad esempio il pH si abbassa da 7,40 a 7,20, il sistema respiratorio lo può innalzare nel giro di pochi minuti, ma solo fino a 7,30 e non sino a 7,40.

• Reni: Il meccanismo tampone del sistema renale è il sistema più efficace ma più lento. I reni contribuiscono a mantenere l'equilibrio acido-base principalmente mediante due meccanismi: l'eliminazione di acidi che vengono eliminati con le urine e soprattutto il riassorbimento del bicarbonato (HCO3-) che verrà ulteriormente utilizzato come sistema tampone. Questi processi avvengono, con diverse modalità, all'interno del tubulo renale.
Il sistema renale ha una azione più lenta, ma più completa, perché non si ferma prima di aver raggiunto il valore di 7,40, per il quale possono servire diversi giorni e, in casi particolari, anche mesi.


EFFETTI DELL'ACIDOSI METABOLICA

I sintomi dell'acidosi metabolica possono essere diversi.
Uno dei sintomi tipici dell’acidosi metabolica è l’affanno e i disturbi della respirazione, ma anche uno stato confusionale, nausea, vomito, prostrazione. Tuttavia, questa sintomatologia è collegata ad una forma acuta della malattia.
Vi sono situazioni di minor gravità – ma che sarebbero da tenere sotto controllo proprio per evitare che peggiorino – in cui i sintomi di un accumulo di acidi nel corpo sono molto più leggeri e nella maggior parte dei casi vengono ignorati. Tra questi, segnaliamo una secchezza cutanea particolarmente fastidiosa (con esfoliazione abbondante), accompagnata, a volte, da prurito. Ancora alitosi, mal di testa, sonnolenza, inappetenza, ipoacusia.
Una delle manifestazioni più importanti di Acidosi metabolica è sicuramente l'osteoporosi.
Nel corpo, in presenza di sufficienti quantità di basi per tamponare la formazione di scarti metabolici acidi, tutto funziona perfettamente ma, se ciò non si verifica, l’organismo deve far ricorso alle riserve che possiede e che normalmente hanno altre funzioni per esempio i fosfati e i carbonati presenti nelle ossa che hanno funzione strutturale; attingere da questa fonte porta alla decalcificazione che a sua volta può ovviamente portare all’aumento della fragilità ossea e ad ipercalcemia.


CONTRASTARE E PREVENIRE L'ACIDOSI

La dieta rappresenta il fattore più importante per intervenire nell’equilibro acido/base e prevenire o curare l'acidosi
Diventa fondamentale incrementare il consumo di alimenti alcalinizzanti:
• nutrienti ricchi in sali minerali quali calcio, magnesio, sodio, potassio.
• antiossidanti;
• fitoestrogeni e fibre (frutta e verdura, semi di lino, soia, cereali integrali, legumi, noci)
Proprio per il potere alcalinizzante della verdura, è opportuno che in ogni pasto principale, pranzo e cena, sia sempre presente una porzione abbondante di verdura, in modo tale da abbassare il carico acido che un pasto normalmente possiede.
Di contro è necessario ridurre l'assunzione di alimenti acidificanti, il cui metabolismo produce una eccessiva quantità di acidi che diventano di difficile eliminazione da parte de nostro organismo. Quindi è fondamentale ridurre l'assunzione di proteine animali, preferendo il consumo di proteine vegetali con PRAL basso; ridurre il consumo di zuccheri, specialmente quelli raffinati; ridurre il consumo di cereali raffinati; ridurre il consumo di formaggi, salumi, insaccati.
In un’ottica terapeutica, in fine, al fine di far fronte ad una situazione di acidosi, risulta fondamentale l’assunzione di un’opportuna supplementazione con sistemi tampone fosfato e bicarbonato: ripristinare il pH è una strategia prioritario rispetto al reintegro di calcio, considerando che questo potrebbe già presentare concentrazioni plasmatiche eccessive proprio a causa della demineralizzazione ossea in atto.


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Pubblicato martedì 28 febbraio 2017 alle ore 11:10.
Ultima modifica martedì 28 febbraio 2017 alle ore 11:24.

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