Centro Studi Postura

CERVICOALGIA E CERVICOBRACHIALGIA

 La definizione di Cervicalgia è utilizzata solitamente per indicare un dolore localizzato al collo, si differenzia dalla Cervicobrachialgia per l’interessamento in quest’ultima dell’irradiazione del dolore lungo l’arto superiore di destra o sinistra o di entrambi.
Sono entrambi disturbi comuni che interessano un gran numero di persone nella popolazione.
La cervicalgia può essere dovuta a diverse cause come patologie a carico del disco (erniazioni), i processi articolari (problemi faccettari), muscoli, ecc. quando invece il dolore si prolunga al di sotto del gomito la struttura compressa e/o irritata è la radice nervosa e si pone quindi diagnosi di cervicobrachialgia.
In quest’ultima ai sintomi dolorosi si accompagnano turbe della sensibilità, della motricità e dei riflessi osteotendinei lungo l’arto superiore.
Per porre diagnosi di cervicobrachialgia bisogna prima escludere altre cause di dolore all’arto superiore che possono orientare verso la cervicobrachialgia in maniera errata (diagnosi differenziale con Tunnel carpale o disturbi muscolo scheletrici dell’articolazione della spalla, sindromi compressive del nervo a livello del gomito, ecc.)
Una corretta valutazione clinica permette di individuare la struttura che genera il disturbo ed avvalersi di una buona anamnesi e dell’ausilio di indagini strumentali (Rx, elettromiografia, RMN) consente di accertare eventuali Bandiere gialle (es. fattori psicosociali) o Bandiere rosse (Tumore, Grave patologia Spinale) che potrebbero influire nel Trattamento.
La Terapia indicata per questi disturbi è essenzialmente Terapia Medica o Terapia Fisioterapica.
La Terapia Medica si avvale della Terapia Farmacologica con Antinfiammatori, Miorilassanti, Cortisonici ecc.
La Fisioterapia comprende utilizzo di apparecchiature elettromedicali quali FREMS soprattutto nelle radicolopatie, TECAR o stimolazioni tramite altre correnti antalgiche; si avvale inoltre di Metodologie come la Terapia Manuale ed Esercizi attivi di autotrattamento.
La Terapia Manuale all’interno di questi disturbi valuta con attenzione i fattori contributivi (es. postura scorretta, lavoro sedentario ecc..) del dolore e utilizza strategie correttive che agiscono nn solo sulla fonte ma anche sui fattori contributivi stessi, avvalendosi di esercizi specifici ed estendendo spesso la valutazione e trattamento non solo al segmento rachideo interessato ma considerando un approccio globale. All’interno della Terapia Manuale si utilizzano mobilizzazioni o manipolazioni che servono per ripristinare il movimento compromesso ed diminuire e abolire il dolore.
Diversi sono i Metodi di Terapia manuale nell’ambito dell’Evidence Based Practise utilizzati per problemi di cervicalgia o cervicobrachialgia i più conosciuti sono il Maitland, Mckenzie, Cyriax.
Utile può risultare il trattamento dei trigger points attivi e latenti nell’approccio al dolore miofasciale per ridurre la percezione nocicettiva e migliorare la funzionalità motoria, attraverso tecniche manuali di compressione ischemica e/o tecniche di dry needling, metodica che implica la puntura dell’area trigger.

A cura del Dott. in Fisioterapia  Gianluca Tamma, perfezionato nelle tecniche Cyriax, McKenzie, Maitland, Dott. G. Sciascia


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Pubblicato mercoledì 23 aprile 2014 alle ore 16:55.
Ultima modifica giovedì 04 dicembre 2014 alle ore 12:13.

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