Centro Studi Postura

LA SPONDILOARTRITE ANCHILOSANTE (A.I.Sp.A. Associazione Italiana Spondiloartriti Onlus)

La spondiloartrite anchilosante è una patologia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni sacro-iliache e la colonna vertebrale. Può interessare altre articolazioni come l’anca, i tendini, i legamenti ed organi come gli occhi ed il cuore. Tipicamente colpisce giovani maschi intorno ai 20 anni di età con un rapporto Maschi/ Femmine di 3 a 1. La malattia è caratterizzata da anchilosi delle articolazioni sacro-iliache, artrite infiammatoria delle articolazioni sinoviali del rachide ed ossificazione dei legamenti della colonna. Talvolta interessa le articolazioni periferiche, soprattutto le radici degli arti (anche e spalle nella varietà cosiddetta “Rizomielica”). In alcuni casi l’esordio clinico è rappresentato da altre manifestazioni della malattia associate all’antigene HLA B27 quali l’entesite periferica, la dattilite, l’uveite, e l’artrite periferica. Può capitare però che le forme che colpiscono alcune persone, pur manifestando diverse caratteristiche comuni alla S.A., non riescano a soddisfare tutti i criteri necessari per essere incluse nella S.A. passando così attraverso la fase di “Spondiloartrite indifferenziata”.

IL RIEQUILIBRIO POSTURALE NELLE ATTIVITÀ GIORNALIERE
Il soggetto affetto da S.A. tende ad avere difficoltà a mantenere un corretto assetto posturale del rachide (instabilità dei rapporti articolari, affaticabilità, etc…).
E’ opportuno e necessario mantenere il più possibile nel tempo sia l’elasticità delle strutture articolari che la percezione della postura corretta.
INDICAZIONI
- Il soggetto trova giovamento dalla postura prona (fig.17) mantenuta per 20 minuti almeno due volte al giorno (ognuno dovrà trovare la propria postura di comfort utilizzando adeguati spessori che consentono di mettersi in postura prona).
- Durante le attività (ADL) che prevedono periodi di prolungata postura da seduti (guidare la macchina, lavorare al tavolo, guardare la televisione, leggere, etc…) è utile interrompere spesso tale attività, alzarsi in piedi e fare 5/6 estensioni del rachide (fig. 18a, 18b), fare qualche passo per mobilizzare tutti i segmenti corporei e poi riprendere l’attività interrotta.
Riferimento bibliografico da “Terapia manuale secondo Mc Kenzie”.
- Nelle attività che prevedono la postura seduta (fig. 19a, 19b) è utile:
- mantenere a 90° i punti d’appoggio (rachide, ginocchia, piede)
- appoggiare bene il dorso allo schienale
- mettere un supporto lombare (cuscinetto)
- La rigidità del collo (difficoltà a guardare verso l’alto) si riduce con esercizi di estensione.
- postura di base: dorso eretto, testa il più possibile allineata, guardando
avanti appoggiare il dito indice sul mento (fig. 20a).
- retrarre il capo allontanando il mento dal dito (fare il doppio mento) (fig. 20b).
- estendere il capo guardando in alto e indietro (fig. 20c).
- tornare diritti mantenendo il doppio mento (fig. 20d).
- ritornare alla postura di base (fig. 20e).
Questo esercizio va ripetuto per almeno 5/6 volte.


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Pubblicato mercoledì 13 marzo 2013 alle ore 17:44.
Ultima modifica venerdì 15 marzo 2013 alle ore 16:49.

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